Stretto di Hormuz, Usa riassicurazione da 20 miliardi

Piano DFC per coprire Hull & Machinery e Cargo e sostenere i flussi energetici

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Gli Stati Uniti hanno annunciato un piano di riassicurazione fino a 20 miliardi di dollari destinato alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, con l’obiettivo esplicito di ridurre i rischi che impediscono il transito commerciale. La riassicurazione è un meccanismo con cui un assicuratore trasferisce parte del rischio assunto a un altro soggetto, il riassicuratore, per aumentare la capacità di copertura su rotte ad alto rischio. In questo caso il ruolo del riassicuratore viene svolto da un organismo governativo, la U.S. International Development Finance Corporation (DFC), che mette a disposizione garanzie finanziarie. Lo scopo pratico dichiarato è permettere agli assicuratori di emettere polizze su rotte attualmente giudicate troppo pericolose dai mercati privati.

Coperture assicurative coinvolte

Il piano si concentra su due tipi di coperture marittime: Hull & Machinery e Cargo, che rappresentano le protezioni più rilevanti per armatori e proprietari di merci. La Hull & Machinery (spesso abbreviata H&M) copre i danni fisici alla nave e al suo apparato motore causati da collisioni, incendi o atti ostili se inclusi nella polizza. La Cargo protegge il valore delle merci trasportate contro perdite o danni verificatisi durante il viaggio, compresi furto e incidenti di carico e scarico quando previsti. Distinguere questi due ambiti è fondamentale per capire chi paga cosa: il proprietario della nave sottoscrive H&M, il proprietario della merce sottoscrive Cargo o fa valere la copertura stipulata dal vettore.

Ruolo dello Stato e definizione delle garanzie

Le garanzie statali offerte dalla DFC sono concepite come riassicurazione pubblica che supporta il mercato privato, riducendo l’esposizione delle compagnie assicurative e consentendo l’emissione di polizze su rotte a rischio geopolitico. La assicurazione contro i rischi politici è una categoria distinta che copre perdite derivanti da azioni governative, espropriazioni o blocchi legali, e la DFC ha dichiarato la disponibilità a intervenire anche su questo fronte. Il coordinamento con il United States Central Command (Centcom) serve principalmente a fornire elementi di valutazione sul livello di minaccia e l’andamento della sicurezza marittima, elementi che gli underwriter considerano in sede di pricing e di accettazione del rischio. L’intervento statale non elimina le procedure tecniche di valutazione e sottoscrizione che restano in capo alle compagnie e ai loro riassicuratori.

Effetti concreti sulla filiera energetica e sui consumatori

La chiusura o il rallentamento del transito nello Stretto di Hormuz ha impatti diretti sulla disponibilità di petrolio, GNL, carburanti per aerei e fertilizzanti, con conseguenze a catena per industrie, compagnie aeree, agricoltori e consumatori. Migliaia di navi ferme alle due estremità del corridoio marittimo hanno già favorito il riempimento degli stoccaggi e la riduzione della produzione da parte degli impianti privi di sbocchi logistici, creando pressioni sui prezzi. L’esistenza di una copertura assicurativa può facilitare la ripresa dei transiti riducendo l’esposizione finanziaria degli armatori e dei proprietari delle merci, ma i costi della polizza — ovvero i premi — restano un fattore che può trasferirsi sui prezzi finali per imprese e famiglie. Chi paga il premio dipende dal contratto commerciale: spesso il vettore o il proprietario delle merci assumono la spesa, oppure questa viene ripartita sotto forma di spese accessorie ai contratti di trasporto.

Cosa coprono le polizze e quali sono le esclusioni tipiche

Le polizze marittime comuni prevedono esclusioni specifiche per atti di guerra, ostilità e conflitti armati, che richiedono endorsement separati per essere coperti, e questo è il motivo per cui la riassicurazione governativa si concentra proprio sulla rimozione dell’incertezza legata ai rischi bellici. Le esclusioni tipiche includono eventi classificati come guerra, rivolte interne o azioni deliberate da parte di attori statali; per includerli bisogna stipulare una copertura aggiuntiva detta “war risk”. È prassi che le polizze richiedano la documentazione dettagliata del carico, dichiarazioni sul percorso previsto e l’adozione di misure di sicurezza a bordo; la mancata ottemperanza a queste condizioni può comportare il rifiuto di una richiesta di indennizzo. I premi sono calcolati sulla base di fattori quali valore assicurato, classe della nave, storia dei sinistri e valutazione del rischio della rotta, elementi che possono portare a prezzi elevati anche quando la copertura è disponibile.

Obblighi pratici per armatori, spedizionieri e assicurati

Per ottenere e mantenere la copertura, armatori e spedizionieri devono seguire procedure di underwriting e rispettare obblighi contrattuali, come la comunicazione preventiva del tragitto, la dichiarazione del carico e l’adozione di pratiche operative di sicurezza. Durante la fase di sottoscrizione gli assicuratori richiedono spesso report sulla sicurezza, certificazioni dello Stato di bandiera e informazioni su quali misure anticrimine vengono adottate; queste richieste servono a quantificare il rischio residuo. In caso di sinistro il processo di liquidazione prevede la presentazione di prove documentali, rapporti di avaria e, se del caso, l’intervento di periti marittimi per accertare la causa e l’entità del danno. La presenza di una riassicurazione pubblica può velocizzare l’accettazione di alcune richieste, ma non elimina la necessità di rispettare le condizioni poste dalla polizza e dagli accordi internazionali di trasporto.

Rischi residui e prospettive operative

Anche con una copertura governativa fino a 20 miliardi, la percezione del rischio rimane un fattore decisivo nelle scelte degli armatori, come segnala la pratica corrente: molte navi possono tecnicamente ottenere copertura ma preferiscono evitare il transito per timore di attacchi. La portata iniziale del programma si concentra su coperture H&M e Cargo, lasciando spazio a possibili estensioni o condizioni integrative su base valutativa. Per il mercato assicurativo questo intervento rappresenta un tentativo di aumentare la capacità e stabilizzare il pricing, mentre per le catene logistiche significa la possibilità di una graduale ripresa dei flussi se il rischio operativo dovesse essere giudicato sostenibile. La governance del programma, il monitoraggio continuo della situazione di sicurezza e la corretta definizione delle condizioni di polizza saranno elementi essenziali per trasformare la disponibilità finanziaria in traffico concreto attraverso lo Stretto.

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