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Targhe Estere e assicurazione: nuove regole sul Codice

Cosa cambia per chi usa stabilmente un'auto con targa polacca e come adeguare la copertura

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Una modifica normativa potrebbe richiedere a molte persone che circolano abitualmente in Italia con un’automobile registrata all’estero di stipulare una copertura italiana per essere in regola. Il fenomeno definito esterovestizione indica la pratica di intestare formalmente un veicolo a soggetti esteri per mantenerne la registrazione fuori dall’Italia, mentre il reale utilizzatore lo impiega quotidianamente sul territorio nazionale. Questo meccanismo si realizza spesso tramite contratti di noleggio o leasing tra la società estera proprietaria e il conducente residente in Italia, con l’effetto pratico che la vettura mantiene una targa straniera. La proposta contenuta nel nuovo Codice della Strada, sottoposta a consultazione pubblica, mira a limitare l’uso di questa strategia quando l’impiego del veicolo è stabile sul territorio italiano. In questa prima sezione spiegheremo che tipo di obblighi assicurativi e amministrativi sono coinvolti e perché il legislatore interviene su questo tema.

Che cosa significa assicurare un veicolo in Italia

La polizza RC Auto è l’assicurazione obbligatoria che copre la responsabilità civile verso terzi: si tratta del contratto con cui l’assicuratore si impegna a risarcire danni causati a persone o cose entro i limiti del contratto. Quando si parla di REVE, si indica il Registro dei Veicoli Esteri dove vengono annotati i mezzi immatricolati all’estero ma utilizzati in Italia; questa registrazione era sufficiente per circolare con una polizza straniera riconosciuta. La novità normativa proposta modifica l’elemento assicurativo: per i veicoli individuati come utilizzati stabilmente in Italia la copertura non potrà più essere affidata a una polizza estera valida anche in Italia, ma dovrà essere stipulata con una compagnia italiana o con una impresa estera autorizzata a operare nel mercato italiano. Questa cambiamento incide direttamente sull’operatività delle garanzie e sulla gestione dei sinistri perché stabilisce il regime giuridico e l’autorità competente per il rapporto assicurativo.

Dove si concentra il fenomeno e perché è rilevante

Negli ultimi anni l’esterovestizione ha riguardato targhe di vari Paesi europei, con un aumento di intestazioni verso la Polonia dopo flussi precedenti verso Germania e Bulgaria. La diffusione è particolarmente marcata in regioni dove le tariffe di RC Auto sono tradizionalmente più elevate, come la Campania e, in particolare, la provincia di Napoli, dove il costo assicurativo per un automobilista residente tende ad essere superiore alla media nazionale. La logica economica che spinge verso la registrazione estera è semplice: polizze contraffatte o reali contratti fuori dal mercato italiano possono mostrare tariffe più basse, riducendo le spese correnti per il proprietario o l’utilizzatore. Dal punto di vista delle pubbliche amministrazioni il fenomeno complica anche l’accertamento e l’esecuzione delle sanzioni perché il veicolo risulta intestato a soggetti o società estere.

Quali effetti concreti per automobilisti, famiglie e imprese

Chi oggi circola con una copertura estera e viene individuato come utilizzatore stabile dovrà procedere a stipulare una polizza conforme alle nuove regole: ciò può tradursi in un aumento del premio annuo rispetto all’offerta estera precedentemente utilizzata. Per le famiglie questo significa dover rivedere il budget dedicato all’auto e valutare le condizioni di protezione offerte dal mercato italiano, come massimali, franchigie e assistenza stradale. Le imprese che gestiscono flotte e i professionisti del noleggio devono verificare la validità amministrativa dei contratti di leasing con società estere e adeguare la documentazione assicurativa alle norme italiane per evitare sanzioni o difficoltà nella gestione dei sinistri. La novità non costituisce un divieto di circolazione con targa straniera, ma incide sull’obbligo assicurativo e sulla tracciabilità del veicolo quando l’utilizzo è stabile in Italia.

Elementi da valutare sulla polizza: massimale, franchigia e riparazione

Il termine massimale indica la somma massima che l’assicuratore si impegna a pagare per danni a persone o cose in caso di sinistro e rappresenta un criterio fondamentale nella scelta della polizza. La franchigia è invece l’importo che resta a carico dell’assicurato per ciascun sinistro e modifica il prezzo della polizza perché trasferisce parte del rischio all’assicurato stesso; valori più alti di franchigia riducono il premio ma aumentano l’esposizione in caso di danno. Un’altra clausola rilevante è la riparazione diretta o le reti di officine convenzionate, che possono influenzare tempi e qualità delle riparazioni senza incidere direttamente sul massimale. Per chi dovrà passare a una copertura italiana è essenziale confrontare questi elementi e non limitarsi al solo prezzo perché condizioni diverse possono cambiare sensibilmente la protezione reale offerta.

Esempi concreti di polizze e prezzi

Le offerte sul mercato italiano mostrano una gamma di massimali e prezzi che aiutano a capire cosa comporta passare da una polizza estera a una italiana; riportiamo alcuni esempi pratici con i relativi massimali e i premi indicativi. La Polizza Auto Prima Ripara Prima propone un massimale di 6,45 milioni di euro per le persone e 1,3 milioni per le cose con un prezzo di partenza di 125,54 €. La Polizza Auto Prima.it Assicurazioni presenta gli stessi massimali e un premio di base da 128,09 €. Questi primi esempi mostrano come offerte simili possano collocarsi nella fascia di prezzo più bassa tra le opzioni italiane elencate.

Procedendo su fasce di prezzo leggermente superiori troviamo Allianz Direct – Direct Repair e Allianz Direct entrambe con massimali di 6,5 milioni per le persone e 6,5 milioni per le cose, con premi di partenza rispettivamente da 130,11 € e da 130,61 €. La BeRebel Assicurazioni offre massimali di 7 milioni per le persone e 3 milioni per le cose con un prezzo introduttivo di 140,40 €. Queste proposte illustrano che il livello di protezione e i servizi accessori, come la riparazione diretta, possono variare anche in corrispondenza di differenze contenute nel premio.

In una fascia di prezzo media emergono soluzioni come ConTe.it Assistenza no Stress con massimali di 10 milioni per le persone e 1,3 milioni per le cose a partire da 153,02 €, e Bene Assicurazioni con massimali di 6,45 milioni per le persone e 1,3 milioni per le cose da 155,36 €. La variante Bene Autofit RiparaBene aumenta l’offerta di servizi e parte da 161,65 €. Queste opzioni dimostrano come maggiori massimali o servizi di assistenza possano giustificare un premio più elevato rispetto alle soluzioni base.

Nel segmento superiore si collocano compagnie come Verti e Linear: la Verti Ripara dichiara massimali di 15 milioni per le persone e 4,5 milioni per le cose con un premio da 163,62 €, mentre la Verti standard ha un prezzo di partenza da 175,28 € con gli stessi massimali. Linear Assicurazioni Riparazione Diretta e la Linear standard riportano massimali di 6,45 milioni per le persone e 1,3 milioni per le cose con premi da 173,88 € e 179,25 € rispettivamente. Infine la ConTe.it standard segnala massimali di 10 milioni per le persone e 1,3 milioni per le cose con prezzo da 181,32 €. Questi esempi coprono l’intervallo di offerte pubblicate e permettono una prima comparazione sul rapporto tra massimale e premio.

Passi pratici per adeguarsi e controlli da effettuare

Il primo passo per chi teme di rientrare nella categoria dei veicoli che richiedono adeguamento è verificare la durata e la stabilità dell’utilizzo in Italia: un uso occasionale non sempre comporta l’obbligo di copertura italiana, mentre un impiego quotidiano o continuativo sì. Bisogna controllare la documentazione, valutare se conviene registrare il veicolo al REVE o procedere direttamente a una polizza italiana, e informarsi se la compagnia estera è autorizzata a operare in Italia prima di scegliere. È opportuno leggere con attenzione le condizioni contrattuali su massimale, franchigia, esclusioni e assistenza sulla polizza proposta, perché questi elementi determinano l’effettiva protezione e la spesa complessiva in caso di sinistro. Infine, conservare ricevute, contratti di noleggio o leasing e ogni documento di proprietà o utilizzo aiuta a dimostrare la situazione reale in caso di controlli amministrativi o contestazioni assicurative.

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