Tasse e pressione fiscale sulle compravendite immobiliari: le novità del 2014

A partire dal 1 gennaio scorso la tassazione sugli atti immobiliari ha subito diverse modifiche, soprattutto per quel che concerne la compravendita privata di immobili destinati all’uso di prima casa, con l’obiettivo di ridurre per questi casi la pressione fiscale.

Oltre all’abolizione totale dell’imposta di bollo sono state apportate numerose modifiche e ribassi per le imposte da versare.

Infatti, ad esempio nei casi in cui il venditore è un privato e la vendita avviene per l’acquisto di una prima casa l’imposta di registro scende dal 3% al 2% con un minimo di 1000 euro, mentre le imposte fisse e catastali da 168 euro l’una diverranno solo di 50 euro ciascuna.

Se invece l’immobile non è una prima casa l’imposta di registro sale dal 7% al 9% con un minimo di 1000 euro, ma nonostante quest’aumento le imposte catastali e ipotecarie, non sono più al 1%  e dal 2%, ma diventano imposte fisse di 50 euro ciascuna,  comportando effettivamente una diminuzione della tassazione totale.

Per i casi in cui il venditore è un’impresa costruttrice la pressione fiscale aumenta lievemente.

Se infatti l’acquisto di una prima casa da impresa costruttrice avviene entro 4 anni dalla conclusione dei lavori l’iva è del 14% le imposte di registro, ipotecaria, e catastale fissa saliranno da 168 euro a 200 euro ciascuna.

Se,al contrario, l’acquisto della prima casa avviene dopo quattro anni dalla conclusione dei lavori si è esenti dall’iva, l’imposta di registro scende dal 3% al 2% con un minimo di 1000 euro, mente l’imposta ipotecaria e catastale aumentano da 168 euro a 200 euro ciascuna.

Laddove invece l’immobile acquistato da una casa costruttrice non fosse destinato all’uso di prima casa se l’acquisto avviene entro quattro anni dall’ultimazione dei lavori l’iva è fissata al 10% (al 22% per immobili di lusso), e le imposte di registro, ipotecarie e catastali fisse salgono da 168 a 200 euro. Se invece l’acquisto avviene dopo 4 anni dalla conclusione dei lavori l’imposta di registro sale dal 7% al 9%, mentre l’imposta catastale e ipotecaria, fissate attualmente rispettivamente al 2% e al 1% diventano imposte fisse di 50 euro.

Queste le modifiche alle tassazioni in vigore dal 1 gennaio 2014, tuttavia per gli atti stipulati nel 2013, ma registrati nel 2014 si farà ancora riferimento alla tassazione precedente.

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